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Parabrezza scheggiato: riparare o sostituire? tre controlli da fare

Tre controlli che puoi fare tu, con l'auto ferma, prima di decidere.

Scheggiatura a stella su un parabrezza vista dall'interno dell'abitacolo

Quando si può riparare un parabrezza scheggiato?

Una scheggia sul parabrezza si ripara quando è piccola come una moneta da 2 euro, quando dal punto d'impatto non partono crepe e quando si è fermata alla lastra esterna del vetro. Se manca una sola di queste condizioni, il parabrezza va sostituito. A decidere sono la forma del danno e la sua profondità, prima ancora della dimensione.

Sono tre controlli, e li puoi fare tu adesso, con l'auto ferma.

I tre controlli che puoi fare tu in un minuto

Partono delle crepe dal punto d'impatto?

Se dal punto d'impatto partono delle crepe, anche corte, la scheggiatura non si può riparare e il vetro va sostituito. Il nome tecnico di questa forma è scheggiatura ramificata, o a stella, ed è il controllo che viene prima di ogni misura: quando le crepe ci sono, quanto è grande il danno non cambia l'esito.

Guarda il vetro di taglio, mettendoti in modo che la luce lo attraversi. Le crepe si vedono così, mentre guardando il danno dritto possono non notarsi.

La copre una moneta da 2 euro?

Appoggia una moneta da 2 euro sopra il danno. Se lo copre per intero, la dimensione rientra nel limite entro cui la riparazione è possibile. Dentro quel limite sta la micro scheggiatura del parabrezza, quella che un sassolino lascia senza aprire crepe.

La moneta è il metro giusto per due ragioni. La prima è pratica: ce l'hai già in tasca, e per una misura che serve a orientarsi non occorre un calibro. La seconda è che il suo diametro, 25,75 millimetri, coincide quasi esattamente con la soglia oltre la quale il vetro stratificato non torna a lavorare come prima.

Si sente dall'interno?

Passa l'unghia sul danno dall'interno dell'abitacolo. Se lo senti anche da dentro, l'impatto ha attraversato tutto il vetro e la riparazione è esclusa.

Il parabrezza è fatto di due lastre di vetro con in mezzo una pellicola plastica di PVB che le tiene insieme. Una scheggiatura riparabile si ferma nella lastra esterna, ed è profonda quindi qualche millimetro. Se è arrivata alla pellicola, o l'ha superata, la resina non ha più una cavità chiusa in cui lavorare.

Nell'attesa, un accorgimento conserva il danno com'è: copri il punto con un pezzo di nastro trasparente, così acqua e sporco non entrano nel foro e la resina, se poi si ripara, aderisce meglio. Ed evita di puntare l'aria calda del clima sul vetro freddo, perché uno sbalzo di temperatura su un vetro già lesionato può far allungare la lesione.
Moneta da 2 euro appoggiata su una scheggiatura del parabrezza per capire se è riparabile

Come si ripara una scheggiatura

  1. Pulizia. Si toglie lo sporco e si rimuovono i frammenti di vetro rimasti nel cratere. Se non si fa, la resina lavora sopra il detrito invece che sul vetro.

  2. Vuoto. L'apparecchio, appoggiato sul danno, aspira l'aria dalla cavità. Più aria si toglie, più a fondo la resina riuscirà ad arrivare, e questa è la fase che decide la qualità del risultato.

  3. Iniezione. La resina viene immessa nella cavità con una pressione controllata, in modo che raggiunga anche le parti più sottili della lesione.

  4. Polimerizzazione. Una lampada UV a LED indurisce la resina in pochi minuti. Da quel momento il riempimento è stabile e non cambia nel tempo.

  5. Rifinitura. Si asporta la resina in eccesso e si lucida la superficie, così che il vetro torni liscio al tatto e alla spazzola.

    La lesione smette di allungarsi, perché la cavità non è più vuota, e il vetro recupera in buona parte la trasparenza. Un segno attenuato resta, e si vede controluce da vicino. Il parabrezza riparato non torna come nuovo, ma smette di peggiorare e non va cambiato.

Cosa dicono le norme, e cosa non dicono

Né il Codice della Strada né la direttiva europea sulla revisione stabiliscono quanto può essere grande una scheggia perché sia riparabile. Le norme chiedono un risultato, la visibilità di chi guida, e lasciano la misura alla tecnica.

Il Codice della Strada

L'articolo 79 comma 1 dice che i veicoli a motore ed i loro rimorchi durante la circolazione devono essere tenuti in condizioni di massima efficienza. Da lì discende che il parabrezza deve garantire la visibilità, ma il testo non parla di dimensioni del danno né di distanze dal bordo.

La direttiva europea sulla revisione

La Direttiva 2014/45/UE, che regola la revisione, guarda dove si trova il danno e non quanto è grande. Il suo riferimento è l'area pulita dalle spazzole del tergicristallo, e più avanti c'è la sezione che spiega cosa comporta.

Da dove viene, allora, il limite di dimensione

Dallo standard tecnico di settore. L'unico documento scritto sulla riparazione dei vetri stratificati per auto è americano, si chiama ROLAGS, e in Europa non ne esiste un equivalente. Fissa un limite per ogni forma di danno, ed è da lì che arriva la soglia intorno ai venticinque millimetri per un cratere tondo, cioè il diametro della moneta da 2 euro.

Il kit fai da te: perché conviene lasciar perdere

I kit in commercio esistono e l'idea è la stessa della riparazione professionale: resina immessa nel cratere e fatta indurire. Quello che manca è il controllo sulle tre fasi che decidono l'esito, cioè vuoto, pressione e polimerizzazione. Senza quel controllo non hai modo di sapere se la resina ha davvero raggiunto il fondo della lesione, e una lesione riempita a metà continua ad allungarsi come prima.

Il rischio vero è un altro. Una riparazione fatta male non si annulla, e occupa spazio: lo standard tecnico non prevede un secondo intervento a meno di dieci centimetri da uno già eseguito. Se il risultato non convince, quindi, non resta la riparazione fatta bene: resta solo il vetro nuovo, che costa parecchio di più del kit risparmiato.

Su una scheggiatura che rientra nei tre controlli, la riparazione professionale dura di norma meno di un'ora. Non vale la pena rischiare il parabrezza per quello.

Un parabrezza scheggiato passa la revisione?

Dipende da dove si trova il danno, non da quanto è grande. Il criterio è scritto nella Direttiva 2014/45/UE, allegato I, alle voci 3.1 Campo di visibilità e 3.2 Stato dei vetri, e il riferimento è l'area pulita dalle spazzole del tergicristallo.

Fuori da quell'area, un vetro graffiato, scolorito o segnato è classificato come carenza lieve. Dentro l'area di tergitura lato guida, se la visibilità risulta gravemente compromessa, la carenza diventa grave.

La differenza pesa. La stessa direttiva, all'articolo 7, definisce le carenze gravi come quelle che possono pregiudicare la sicurezza del veicolo o avere ripercussioni sull'ambiente: comportano esito negativo, e il veicolo deve superare un nuovo controllo entro due mesi. Una carenza lieve viene annotata e la revisione si considera superata.

Una scheggia nell'angolo alto del passeggero e la stessa scheggia davanti al volante sono quindi due situazioni diverse, anche se sono identiche a vedersi. Per sapere in quale sei, aziona i tergicristalli per un istante e guarda dove passa la spazzola sul lato guida.
Area pulita dalla spazzola del tergicristallo lato guida, la zona che decide l'esito della revisione

Riparazione o sostituzione: cosa cambia davvero

La riparazione conserva il vetro originale e lascia un segno attenuato. La sostituzione lo elimina del tutto, e va completata con la taratura dei sensori, dove ci sono, e con l'attesa dell'adesivo.

- Quando si sceglie: la riparazione se dal punto d'impatto non parte nessuna crepa, il danno è coperto da una moneta da 2 euro ed è fermo alla lastra esterna; la sostituzione se il danno è ramificato, più largo della moneta, passante o vicino al bordo.
- Durata: la riparazione di norma sotto l'ora; la sostituzione più lunga, e va aggiunto il tempo di sicurezza dell'adesivo.
- Cosa resta visibile: con la riparazione un segno attenuato, che non sparisce del tutto; con la sostituzione nessun segno, il vetro è nuovo.
- Il vetro originale: con la riparazione resta quello montato in fabbrica; con la sostituzione viene sostituito.
- Cosa comporta dopo: con la riparazione niente, l'auto riparte; con la sostituzione la taratura ADAS dove ci sono sensori o telecamere, e l'attesa prima di rimettersi in strada.
- Il vincolo da ricordare: dopo una riparazione, niente secondo intervento a meno di dieci centimetri da uno già fatto; con la sostituzione, il vetro nuovo deve avere le stesse dotazioni di quello vecchio.

Dopo la sostituzione del parabrezza: due passaggi che decidono la sicurezza

Quando il vetro è al suo posto restano due passaggi: la taratura dei sensori, dove ci sono, e il tempo di attesa dell'adesivo

La ricalibrazione ADAS

La ricalibrazione serve se l'auto ha sensori o telecamere montati sul parabrezza. Su un'auto che non li ha, il vetro si sostituisce e basta, non c'è niente da tarare.

La questione si pone per via del Regolamento (UE) 2019/2144, che ha reso obbligatori diversi sistemi di assistenza alla guida. Si applica dal 6 luglio 2022 ai nuovi tipi di veicolo e, dalle date del suo allegato II, alle nuove immatricolazioni. Alcuni di quei sistemi leggono la strada attraverso una telecamera montata dietro il parabrezza, e spostare il vetro di qualche frazione di grado sposta anche quello che la telecamera vede.

Per sapere se la tua auto ce l'ha, guarda il retro dello specchietto retrovisore interno. Se dietro c'è un blocco fissato al vetro, la telecamera è lì.

La polizza cristalli copre anche la taratura
, quindi se ce l'hai la ricalibrazione non arriva come voce a sorpresa.

Il tempo di sicurezza dell'adesivo

Dopo una sostituzione l'auto non riparte subito. L'adesivo che fissa il parabrezza alla scocca ha un tempo minimo dichiarato dal produttore, chiamato safe drive-away time, prima che il vetro possa reggere il carico per cui è progettato.

La ragione è che il parabrezza fa parte del sistema di ritenuta. Gli adesivi per cristalli auto sono testati sul crash test che verifica proprio questo, cioè che il vetro resti al suo posto nell'urto e quando l'airbag del passeggero si apre. I produttori pubblicano il tempo sulle proprie schede tecniche, e va da un quarto d'ora a diverse ore secondo il prodotto e la temperatura ambiente.

Chiedi quale adesivo è stato usato e quanto tempo prevede: è la domanda che dice se il preventivo è completo.
Telecamera ADAS montata dietro lo specchietto retrovisore interno, quella che dopo la sostituzione del parabrezza va ricalibrata

Quanto costa: da cosa dipende davvero

Su un parabrezza il prezzo di listino non esiste, perché quello che si paga cambia con l'intervento. A spostare l'importo sono quattro variabili: se si ripara o si sostituisce, che dotazioni ha il vetro dell'auto, se serve la ricalibrazione ADAS, e cosa prevede l'eventuale garanzia cristalli in polizza.

Un parabrezza con telecamera, sensore pioggia, riscaldamento dei tergicristalli, antenna integrata o trattamento acustico costa diversamente da un vetro senza dotazioni. La ricalibrazione è una lavorazione a sé, con attrezzatura dedicata, e la polizza cristalli la copre.

Prima di decidere, controlla se la tua compagnia è fra quelle con cui siamo convenzionati. Se lo è, la pratica la apriamo e la seguiamo noi: tu porti l'auto e non ti occupi di altro.

Per sapere quanto costa nel tuo caso serve vedere il danno. Il controllo per capire se la scheggiatura si può riparare è gratuito, e il preventivo è su misura.

Perché non aspettare, e perché adesso

Una scheggia senza crepe si ripara. Nel momento in cui le crepe compaiono, la stessa scheggia diventa un vetro da sostituire, e il passaggio dipende da dilatazioni e vibrazioni, cioè da cose che non si controllano.

Una scheggia in campo visivo si comporta diversamente di notte: diffonde la luce dei fari che arrivano davanti, e il punto che di giorno quasi non si notava diventa un alone.

I cristalli in Carrozzeria Borgo Trento

Siamo attrezzati per riparare e sostituire i cristalli, e per tarare i sistemi ADAS.
Riparazione, sostituzione e ricalibrazione si fanno quindi nella stessa struttura, senza passaggi fra fornitori diversi: anche il tempo di attesa dell'adesivo e la taratura restano dentro la stessa officina.


Cosa comporta aprire la pratica con noi:
- la pratica assicurativa la gestiamo dall'apertura alla consegna
- 25 auto di cortesia, gratuite su prenotazione, per chi resta senza mezzo
- se il sinistro è con ragione e c'è un impedimento a muoversi, veniamo noi a ritirarla
- siamo convenzionati con numerose compagnie, e la polizza cristalli copre anche la taratura ADAS
- il controllo per capire se la scheggiatura si può riparare è gratuito e dura pochi minuti: ti dice se si ripara o se il vetro va sostituito, con il criterio in mano, prima di decidere qualsiasi cosa


Se il vetro si è rotto in un sinistro, la carrozzeria la scegli tu
: Dopo un sinistro puoi scegliere tu la carrozzeria.


Aggiornato al 1 settembre 2026 · il Team di Carrozzeria Borgo Trento

Domande frequenti

Dipende da quattro cose: se il danno si ripara o impone la sostituzione, che dotazioni ha il vetro dell'auto (telecamera, sensore pioggia, riscaldamento, antenna), se serve la ricalibrazione ADAS e se c'è una garanzia cristalli in polizza. Per una cifra sul caso specifico serve vedere il danno, e il controllo per capire se si ripara è gratuito.
Nell'immediato, copri il punto con nastro trasparente perché acqua e sporco non entrino nel foro, ed evita di dirigere l'aria calda del clima sul vetro freddo. Poi guarda se dal punto d'impatto partono delle crepe e se una moneta da 2 euro copre il danno: sono i due dati che servono a chi lo valuterà.
Quando dal punto d'impatto partono delle crepe, quando il danno è più largo di una moneta da 2 euro, quando si sente passando l'unghia dall'interno dell'abitacolo e quando si trova vicino al bordo del vetro. Basta una di queste condizioni. Si aggiunge un caso che dipende dalla posizione e non dal danno: se la scheggiatura cade nella zona che la telecamera guarda, dietro lo specchietto retrovisore interno, di norma si sostituisce comunque.
Fallo valutare presto, perché una scheggia che si ramifica cambia categoria e porta alla sostituzione. Chiedi a chi la valuta se ci sono crepe che partono dal punto d'impatto, dove si trova rispetto all'area di tergitura e, in caso di sostituzione, quale adesivo verrà usato e quanto tempo prevede prima di rimettersi in strada.

Perché quelle crepe sono fessure aperte che proseguono dal punto d'impatto verso l'esterno, e la resina lavora dove trova una cavità chiusa da riempire. In un cratere tondo il vuoto è delimitato e si riempie fino in fondo. In una stella con le braccia lunghe il vuoto continua, la resina non arriva in punta, e il fronte della fessura resta libero di allungarsi.
Quando le crepe ci sono, il vetro si cambia.

No. La pellicola di PVB serve proprio a impedirlo: in un urto il vetro si rompe ma resta attaccato alla pellicola, invece di trasformarsi in frammenti liberi. Una crepa lasciata lì non fa saltare per aria niente.
Quello che le toglie è il lavoro strutturale. Il parabrezza è incollato alla scocca con un adesivo strutturale e contribuisce alla rigidità dell'abitacolo, e un vetro lesionato quel carico lo porta peggio, nel momento in cui servirebbe.

Prenota il controllo

Se hai una scheggia, portala qui: il controllo è gratuito e in pochi minuti sai se si ripara o va sostituita.

📞 045 916843 · 📍 Str. del Casalino 8, 37127 Verona · Contatti
🕗 Lunedì-Venerdì 08:00-12:30 / 14:30-18:00

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